Il Diritto anche al cognome materno – Corte Costituzionale n. 286/2016

Con la sentenza n. 286/2016 la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma che prevede l’automatica attribuzione del cognome paterno al figlio legittimo, in presenza di una diversa volontà dei genitori, e ciò nell’ambito di una causa promossa da una coppia dopo il rifiuto dell’ufficiale di stato civile di apporre al loro figlio, nato nel 2012, anche il cognome della mamma.

La Consulta aveva trattato un caso analogo nel 2006, ove si chiedeva la sostituzione del cognome paterno con quello materno, ma in tale occasione i giudici, pur definendo l’attribuzione automatica del cognome paterno “retaggio di una concezione patriarcale della famiglia”, dichiararono la questione inammissibile affermando che il problema dovesse essere risolto dal legislatore.

Nel 2014, stante l’inerzia del legislatore italiano e l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, ove viene esplicitamente vietata ogni discriminazione basata sul sesso, la Corte di Strasburgo, condannava l’Italia per violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e ciò per la mancanza, nel nostro ordinamento, di una deroga all’automatica attribuzione del cognome paterno.

Ad oggi il ddl sul doppio cognome ai figli è ancora in attesa di approvazione.

 

Sentenza 286 del 2016 – Corte Costituzionale

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