Assegno divorzile – La durata del matrimonio come criterio di contenimento

In merito alla determinazione dell’ammontare dell’assegno di mantenimento, la giurisprudenza indica i parametri di riferimento, tra cui: il tenore di vita goduto dalla coppia in costanza di matrimonio; le possibilità economiche del coniuge onerato; l’apporto dato dal coniuge beneficiario alla famiglia e ai figli durante il matrimonio; l’età e la capacità lavorativa del coniuge beneficiario; la durata del matrimonio.

Su quest’ultimo parametro è intervenuto il Tribunale di Roma, con sentenza dell’08.01.2016, a sottolineare l’importanza della durata del vincolo nella determinazione dell’importo dell’assegno divorzile.

Nel caso di specie, il Tribunale, dopo aver ribadito che l’ammontare dell’assegno va determinato in concreto tenendo conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione di separarsi, della durata del rapporto di coniugio, del contributo personale ed economico che ciascuno ha dato alla conduzione familiare e del patrimonio di ciascuno o comune, ha optato per il contenimento della somma richiesta dalla moglie riducendola da 2.000 a 1.300 euro mensili ritenendo “innegabile criterio di contenimento quello della durata del matrimonio che, avendo coperto un arco temporale quanto alla convivenza coniugale di appena 4 anni (computandosi il periodo intercorso tra la celebrazione delle nozze e la separazione omologata”), senza che alcun rilievo possano avere le vicende medio tempore intercorse quali i postumi del grave incidente aereo del Cr., comunque compreso nella convivenza) e quanto alla durata legale di 9 anni (da computarsi fino alla sentenza che ha pronunciato la cessazione degli effetti civili del matrimonio), impone, unitamente all’onere di mantenimento dei quattro figli nati dal primo matrimonio a carico del marito, il ridimensionamento della pretesa attorea.”

Tribunale di Roma, I Sez. Civile, 8 gennaio 2016

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